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Itinerario rupestre di Cava d’Ispica

Cava-Ispica

Il territorio di Ragusa è caratterizzato da una miriade di minuscole Cave di ruscellamento che hanno favorito la formazione di un habitat di tipo rupestre. Tra queste, Cava d’Ispica è quella che costituisce un punto di attrazione turistico di grande valenza anche perché, storicamente, è stata più nota ai viaggiatori settecenteschi e ottocenteschi, rispetto a quelle di Pantalica e del Cassibile.

Cava-Ispica-necropoli

La Cava d’Ispica

si stende per circa 13 km dal territorio di Ispica a quello di Modica ed è solcata da un ruscelletto chiamato Pernamazzoni e rappresenta uno degli scenari naturali e storici più interessanti della parte sud orientale della Sicilia. Gli insediamenti rupestri che si notano dimostrano la continuità tra un’epoca precedente la colonizzazione greca e l’evo moderno, tra essi si riconoscono parecchi grandi insediamenti di tipo trogloditico: le Grotte Cadute o del Salnitro (sulle rupi del Cuozzo), quindi quelli di Palazzotto (le Grotte Giardina), quelli del Castello, del Convento, della Capraria e, infine, il gruppo di Forza d’Ispica.

Il Castello, posto su una rupe inaccessibile e corrispondente ad un sistema rupestre del tipo a “ddieri”, a tre piani sovrapposti con grotte comunicanti tra loro per corridoi o tunnel a sezione circolare. Vicino al castello e simile per sistemazione delle grotte è il complesso detto del “Convento”, anch’esso posto in un sito quasi inaccessibile. Il complesso delle Grotte Cadute, un “ddieri” di circa 170 abitazioni rupestri a più piani, ha come punto di riferimento la cosiddetta Grotta di Santa Maria (purtroppo in gran parte crollata ma che corrispondeva ad un vano ipogeico molto complesso con molti elementi tipici dell’architettura ecclesiastica costruita).

absidi della spezieria

Caratterizzato dalla presenza di molte tombe è il sito di Poggio Salnitro. Qui si apre una delle grotte più interessanti che è la Grotta della Spezieria, una chiesa, di dimensioni ragguardevoli, con pianta complessa, forse a trifoglio, preceduta da una sorta di nartece e conclusa con tre absidi. Di particolare interesse è il Complesso del Cuozzo dove si trovano due chiese rupestri interessanti, principalmente per la vastità del corredo iconografico ancora parzialmente godibile.

grotta dei santi

Esse sono: la Grotta dei Santi (dove si conserva il più vasto ciclo pittorico rupestre della Sicilia sudorientale, con trentuno figure di santi, vescovi e sante, inquadrate in cornici filettate, databile all’inizio del XII secolo), e la Grotta della Madonna o di San Nicola (con pianta complessa e articolata e anch’essa con un ricco corredo iconografico).

Santa-Maria-della-Cava

La zona denominata Forza d’Ispica, deve il suo nome al termine Fortilitium, così come era chiamato sia in documenti risalenti al 1093, che rinascimentali. Lungo la stretta vallata si snodano abitazioni rupestri e ambienti adibiti a stalle e servizi e un singolarissimo monumento ipogeico detto “Centoscale”. Nel medesimo sito sono degne di nota la grotta della Spezieria, con facciata scolpita ad arco, un grande frantoio, una conceria e un gruppo di chiesette sparse di cui la più importante è quella di Santa Maria la Cava.

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