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CITTA DI PORTOPALO DI CAPOPASSERO

Portopalo

1. NOTIZIE SULLA LOCALITÀ

Paese per lo più dedito alla pesca e all’agricoltura, Portopalo di Capo Passero è il centro più meridionale della penisola italiana, in provincia di Siracusa. Il nome deriva dal latino Portus Palus, che significa porto palude. Paese ospitale e turistico, offre piccole ma pulite spiagge, acque limpide dove è possibile praticare pesca subacquea in zone di mare poco frequentate. A sud del paese si trova il Capo delle Correnti, con l’omonima e prospiciente isoletta sormontata dal faro, che rappresenta la zona più a meridione di tutta la Sicilia. Portopalo, l’antico porto di Pachino, rappresentava un importante punto di transito delle navi in direzione dell’Africa. Un contingente militare di Siracusa stazionava nei pressi del porto per preservare la zona sud dal pericolo incombente dei pirati. Le acque agitate di queste zona di mare, dove avviene la congiunzione fra Jonio e Mediterraneo, videro nel 1718 una grande battaglia tra Inglesi e Spagnoli ed ancora più di recente lo sbarco anglo-americano nell’estate del 1943. A poche centinaia di metri dall’abitato, si trova il porto peschereccio più importante della Sicilia orientale, con annesso mercato ittico. L’ormeggio riservato ai pescherecci è presso il molo di levante.

tonnara di portopalo

2. IL TERRITORIO E L’AMBIENTE

Di particolare importanza è l’Isola di Capo Passero, localizzata a 70 Km sotto il parallelo di Tunisi; qui le acque dello Ionio incontrano quelle del Canale di Sicilia. Essa è poco più di uno scoglio di calcarei fossiliferi, e crea con la terraferma un corridoio naturale che costituisce un punto strategico per il passaggio dei tonni; un tempo era unita alla terraferma da un istmo sabbioso. È inclusa tra i biotopi di rilevante interesse botanico della Sicilia ed è divenuta Riserva integrale nel maggio del 1995. In essa è presente un’interessante avifauna stanziale, ma l’isola è anche luogo di transito e sosta di diverse specie di uccelli migratori provenienti dalle coste tunisine. La fauna ittica è quella tipica di tutta la costa sud-orientale della Sicilia. Tra le attrazioni turistiche presenti nell’isola ricordiamo il faro ed il Castello fortezza fatto costruire nel 1500 a scopo difensivo da Carlo V. Fu distrutto in seguito dal celebre pirata barbaresco Draugut e in seguito ricostruito ancora più sicuro e imponente; poi fu trasformato in prigione per dissidenti di rango e militari nell’epoca del viceré spagnoli. Poco distante si erge la tonnara Grande o di Capo Passero. Si tratta di una tonnara “di ritorno” dove arrivavano cioè i tonni dopo aver deposto le uova. La tonnara è attualmente in disuso, ma è previsto il suo recupero edilizio nonché il suo rilancio produttivo nel settore della lavorazione del tonno oltre che in quello del turismo culturale. Pochi chilometri ad Est da Capo Passero si erge dal mare la suggestiva Isola delle Correnti. Battuta frequentemente dai marosi l’Isola è collegata alla terraferma da una sottile striscia di terra. Sull’Isola, a causa degli spruzzi salsi cresce una flora stentata ma vi abbondano essenze tipiche della macchia Mediterranea.

isola-di-capo-passero

3. NOTIZIE TURISTICHE

Tra i monumenti architettonici più importanti di Portopalo ricordiamo la chiesa ottocentesca di S. Gaetano e la tonnara di Capo Passero, costruita nel 1275, che ha rappresentato nel corso dei secoli una importante risorsa economica per la popolazione locale. Nella parte nord della costa vi sono i resti della Torre Fano e la Grotta Calafarina, di notevole importanza storica in quanto si presume che sia stata abitata ai tempi del Neolitico. Ricco di fascino e tradizioni è il rito marinaro mattutino dell’arrivo in porto dei pescherecci, quando la banchina si affolla di compratori e inizia l’animata vendita del pesce. In estate, tra la prima e la seconda settimana di Agosto si svolge la “Settimana del Mare” che, oltre a diverse manifestazioni collaterali di natura religiosa (messa, processione), prevede eventi tradizionali e laici come la “Cuccagna del Mare” ed il “Palio del Mare”.

 

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