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La città di Palermo

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Palermo fu meta obbligata, tra Settecento e Ottocento, del Grand Tour di scrittori, poeti e artisti, sedotti dall’atmosfera orientaleggiante e dall’eclettica e multiforme bellezza, Palermo è riuscita a conservare il fascino delle genti che l’hanno abitata: Fenici, Romani, Bizantini, Arabi, Normanni, Svevi, Angioini e Spagnoli hanno lasciato la loro firma nell’arte e nella vita stessa della città.

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Geografia

Palermo, che con i suoi quasi 700.000 abitanti è una delle maggiori città italiane, occupa una posizione di straordinaria bellezza, al centro di un’ampia e incantevole baia, chiusa a nord dalla caratteristica e imponente mole del Monte Pellegrino e a est da capo Zafferano. Alle spalle si estende una piana chiamata Conca d’Oro per la fertilità dei suoi terreni, coltivati ad agrumeti ed uliveti. Dal punto di vista urbanistico la città storica è caratterizzata dall’intersezione di corso Vittorio Emanuele e via Maqueda, che determina la suddivisione della città in quattro zone, dette mandamenti.

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Storia della Citta di Palermo

Panormus (dal greco “tutto porto”), venne fondata dai Fenici nel VII sec. a.C. su un sito già densamente popolato per la mitezza del clima e la fertilità del suolo. Nel 254 a.C. è conquistata dai Romani, che non lasciano grandi tracce nel tessuto della città. Il periodo felice inizia sotto il dominio arabo (IX sec.), quando Balarm diviene uno dei principali centri islamici dell’Occidente. La città si espande e nascono nuovi quartieri, come la Kalsa, quartiere fortificato sul mare e residenza dell’emiro. Nel 1072 la città cade in mano ai Normanni del conte Ruggero, che tuttavia permettono a mercanti, artigiani e in generale alla popolazione musulmana (ed ebraica) di continuare ad esercitare liberamente la propria professione. È la premessa per la nascita di quello stile arabo-normanno che caratterizza la vicenda artistica dell’isola. Nel XIII sec. Palermo e la Sicilia passano nelle mani di Federico II di Svevia (1212). Agli Svevi seguono poi gli Angioini, cacciati dalle potenti famiglie feudali locali (i Ventimiglia, i Chiaramonte, gli Sclafani) con la Guerra del Vespro (1282-1302), al termine della quale il governo passa a Federico III d’Aragona. Dal XV al XVII sec. la Sicilia è una provincia aragonese retta da un viceré: istituzioni, cultura e costumi si modellano sull’esempio spagnolo. Nel 1713 con il trattato di pace di Utrecht, che segna la fine della guerra di successione spagnola, Vittorio Amedeo di Savoia diventa re di Sicilia, titolo che dopo soli 5 anni passa a Carlo VI d’Asburgo. Vienna è lontana e il potere reale è nelle mani dei baroni, la grande nobiltà agraria che promuove un’intensa attività edilizia con la costruzione di ville a Bagheria, nella Piana dei Colli e verso Monreale. Nel 1735 il potere torna agli spagnoli con Carlo di Borbone e la Sicilia è nuovamente governata da un viceré. Nel 1815 il Trattato di Vienna unifica le corone di Napoli e Palermo e nasce il Regno delle Due Sicilie, che durerà fino al 1860, quando Garibaldi sbarca a Marsala con i suoi Mille e la Sicilia viene annessa con un referendum plebiscitario al neonato Regno d’Italia. Un balzo di quasi 100 anni ci porta al 1943, quando nell’ambito dell’Operazione Husky delle forze alleate Palermo è colpita da bombardamenti che sfigurano terribilmente il centro storico. Al termine della guerra, nel 1946 un regio decreto approva lo Statuto della Regione Siciliana, che conferisce una particolare autonomia all’isola, che è una delle cinque regioni italiane a statuto speciale.

Piazza Pretoria

Piazza Pretoria  Palermo  è conosciuta per la sua fontana, chiamata la ” Fontana della vergogna “. I turisti vengono informati che la fontana fu costruita a metà del XVI secolo in Toscana, e solo due decenni dopo fu trasportata in parte in Sicilia. Ha ottenuto il suo nome a causa del gran numero di statue nude, personaggi umani e fiabeschi. Le statue sono posizionate intorno alla piscina di pietra di varie dimensioni. La piazza stessa è delimitata da due antiche chiese medievali e dall’imponente edificio di Palazzo Pretorio, del XV secolo, che oggi ospita il consiglio comunale di Palermo.

Cattedrale di Palermo

La Cattedrale dell’Assunzione della Beata Vergine Maria , nella sua popolarità non è inferiore alla Cappella Palatina. L’età dell’edificio ha già superato gli 8 secoli, durante i quali ha subito importanti cambiamenti. L’ultima grande ricostruzione ebbe luogo relativamente di recente, nel XIX secolo.

Nella cattedrale si trovano le reliquie di Santa Rosalia, la patrona della città, classificata dall’UNESCO come patrimonio mondiale dell’umanità. Oltre alle reliquie del santo, qui sono presenti i resti di numerosi re siciliani.

Nell’aspetto architettonico della Cattedrale c’è un mix eclettico di molti stili, in particolare normanno e arabo, con una grande influenza del gotico.

In questa cattedrale, sintesi di storia e di arte dell’ultimo millennio in Sicilia, oltre ai sovrani normanni (Ruggero II di Sicilia, …, Guglielmo II d’Altavilla e Giovanna Plantageneto (13 febbraio 1177), svevi, aragonesi (Federico III di Sicilia (25 marzo 1296), Alfonso il Magnanimo dei Trastámara), catalani, sono stati incoronati Vittorio Amedeo II di Savoia (24 dicembre 1713) e Carlo III di Borbone (3 luglio 1735).

Cappella Palatina e Palazzo Normanno

la Cappella Palatina , costruita dal re normanno Ruggero II in  gloria dell’apostolo Pietro. Il suo tetto in legno è scolpito nella tradizione araba. Le pareti sono ricoperte da meravigliosi mosaici realizzati da artigiani bizantini. I temi del mosaico sono molto diversi e non solo religiosi. Il muro a mosaico della cappella si spegne, e le altre tre pareti erano all’interno del grande palazzo normanno, che si affaccia su Piazza Indipendenza con la sua facciata. Il suo aspetto combina anche stili arabi, bizantini e normanni, che è generalmente caratteristico dell’aspetto di Palermo. Palazzo dei Normanni a Palermo è la più antica residenza reale d’Europa, oggi sede dell’Assemblea regionale siciliana. L’ingresso principale del Palazzo è in Piazza Parlamento, mentre quello turistico è su Piazza Indipendenza, proprio di fronte Piazza d’Orleans, sede della Presidenza della Regione.

Orari di apertura

Giorni Orari di apertura
Dal lunedì al sabato 08h15 – 17h45 (ultimo ingresso 17h00)
Domenica e festivi 08h15 – 13h00 (ultimo ingresso 12h15)
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