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Feste in Sicilia

l'abballu di li Diavuli

Il ballo dei Diavoli

Da una festa pagana per la rinascita della natura deriva la singolare tradizione di disturbare e animare processioni e riti pasquali con la presenza di uomini con vesti e maschere grottesche a impersonare la morte, vestita di giallo, e i diavoli vestiti di rosso.

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l’abballu di li Diavuli

Sono loro a imprigionare i defeli, condurli all’inferno e liberarli con un riscatto, impedire per due volte l’incontro tra la Madonna e il Cristo morto. Ancora loro sono i protagonisti quando, sconfitti dagli angeli, s’inchinano per tre volte alla Madonna e al Cristo risorto.

Quest’anno si svolgerà dal 14 al 21 aprile comune di Prizzi

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Noto Primavera Barocca Infiorata

La Primavera Barocca o Infiorata si svolge la terza settimana di maggio di ogni anno, nell’incomparabile scenario del centro storico di Noto. Concerti eseguiti nelle chiese, spettacoli, itinerari sacri: molte le iniziative che si susseguono ininterrottamente e che fanno da contorno culturale all’evento principale la cosiddetta Infiorata di via Nicolaci. Si tratta di uno spettacolare tappeto di fiori creato sul selciato della strade suddiviso in sedici riquadri ognune dei quali viene affidato a un artista locale con il compito di allestirlo.

 

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L’evento inizia giovedì all’ora del tramonto, quando gli artisti prescelti prendono possesso della loro area e iniziano a tracciare le sagome dei disegni. Nel pomeriggio successivo a loro si affiancano gli infioratori, e la tessitura floreale prende corpo ora dopo ora, fino a concludersi nella giornata di sabato.

 

Da quel momento inizia la lunga e lenta processione dei visitatori che vengono ad ammirare l’Infiorata, guardandola prima da lontano, nel suco pettacolare colpo d’occhio generale, poi facendosi via via più vicini per apprezzarne i particolari. L’affluenza si protrae fino alla sera del lunedi, quando i fiori, ormai prossimi all’appassimento, vengono rimossi.

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San Francesco di Paola – Marzamemi

Festa di San Francesco di Paola – Marzamemi

Ogni anno durante il mese di Agosto, nello specifico il terzo Lunedì del mese, si celebrano tutta Marzamemi i festeggiamenti  per il  Santo patrono del borgo marinaro, San Francesco di Paola.

Il culto nei confronti del Santo calabro non ha un’origine definita ma convenzionalmente si pensa possa risalire a un periodo storico a cavallo tra il XVI e il XVII secolo. La celebrazione, vissuta con maggiore intensità da tutti i cittadini dopo il 1693, (anno ricordato per il gravissimo terremoto che colpì la zona, seminando distruzione) oggi è una delle festività più celebri e apprezzate nella Sicilia sud orientale.

Il popolo di Marzamemi, in origine composto per la quasi totalità da pescatori, si rivolgeva spesso al Santo patrono, affinché benedicesse il pescato e i valorosi uomini che ogni giorno rischiavano la vita in mare. Questo è il motivo per cui l’acqua è un elemento fondamentale durante i momenti più importanti della giornata di festa. Il rumore di forti colpi di cannone sparati dal porto svegliano la cittadinanza alle prime luci dell’alba, avvertendo la popolazione dell’imminente inizio della celebrazione. Nella chiesa di San Francesco di Paola si tengono messe solenni  che si susseguono nell’arco della prima metà della giornata. Nel primo pomeriggio si svolgono le caratteristiche gare marinare, diventate un must e che coinvolgono un gran numero di cittadini, ma anche di turisti che spinti dalla curiosità vengono catapultati all’interno del vortice dei festeggiamenti: la Corsa nei sacchi , la Cuccagna a mare e la Regata in barca. I vincitori avranno l’onore di rappresentare Marzamemi al “Palio del Sud” qualche giorno dopo.

Alle sei di pomeriggio il simulacro di San Francesco di Paola viene portato in processione a bordo di una imbarcazione solenne per tutto il borgo marinaro fino ad arrivare al molo dell’antico porto  vicino alla Tonnara.

Enna Settimana Santa

La Settimana Santa 

Partecipazione intensa e momenti di alta suggestione caratterizzano la Settimana Santa di Enna,  il cui motoreesono le dieci confraternite (la piu antica risale al  XII secolo).

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Il  Giovedi Santo

secondo la tradizione agli altari delle chiese sedi confraternite vengono  collocati  tabernacoli e urne con l’Eucarestia.

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II Venerdi Santo

la confraternita della Passione si avvia verso il Duomo; a essa si accodano tutte le altre, durante il percorso, e insieme si recano alla chiesa dell’Addolorata che ospita il fercolo della Vergine. Prelevata la “vara della Madonna, la processione giunge in Duomo, dove la Madre può piangere il Figlio morto. Intanto le confraternite si dispongono in fila fuori del Duomo e il rito funebre ha inizio.

Il giorno di Pasqua

sulla piazza del Duomo i simulacri del Cristo Risorto e della Madonna si incontrano; portati dai confrati ad andatura veloce, si affiancano ed entrano ed entrano nel Duomo: è il momento della cosiddetta “Paci”. Nel pomeriggio viene impartita la benedizione de campi. Quindi, di nuovo in piazza del Duomo, avviene la “Spartenza simulacri del Cristo Risorto della Vergine, che tornano nelle chiese di appartenenza.

carnevale termini

Carnevale Termini Imerese

Feste di Carnevale in Sicilia

Il Carnevale di Termini Imerese ha origini ottocentesche ed è, insieme a quelli di Acireale e Sciacca, fra i più noti della Sicilia. Un tempo si protrae per un mese intero: oggi la festa si concentra in due sole giornate, la domenica e il martedì che precedono il Mercoledì delle Ceneri, e tutto ruota intorno a due maschere locali, “u Nannu ca Nanna”, introdotte da alcune famiglie di provenienza napoletana che si erano stabilite nel territorio di Termini all’inizio dell’Ottocento.

u Nannu ca Nanna

Fra le novità, che ogni anno accompagnano i festeggiamenti la scena è però sempre dominata da loro, “u Nannu ca Nanna“, che scandiscono i quattro momenti centrali della festa: l’attesa dei due tradizionali protagonisti, la sfilata delle maschere il testamento “morale” lasciato da “u Nannu”, che conclude simbolicamente la festa. Negli uitimi a anni si è comunque affermata una satira diversa, più viva, più pu ngente che affida agli enormi pupazzi il compito di legarsi strettamente all’attualità.

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Carnevale di Sciacca

Le origini del carnevale di Sciacca risalgono con ogni probabilità, al 1616, quando il Vicerè Ossuna “butto bando l’ultimo di Carnevale, che ognuno s’avesse di vestire in maschera”.

Le celebrazioni iniziano il Giovedi Grasso con la consegna simbolica delle chiavi della città a Peppe Nappa, maschera simbolo del carnevale e suo re. Momento topico della manifestazzione è la sfilata dei carri allegorici, che ha inizio il sabato e che prosegue fino a martedi. La sfilata dura tutta la notte e culmina nella recita di un copione satirico messo in scena in piazza Scandaliato.

carnevale_sciaccaTutto ha termine la notte di Martedi Grasso, quando il carro di Peppe Nappa viene bruciato nella pubblica piazza. Nela rogo finiscono anche fischietti e martelletti: L’ebrezza di quei giorni brucia assieme al loro re.

Carnevale_di_Acireale

Carnevale Acireale

Carnevale in Sicilia

Carnevale Acireale di origine tardoseicentesca si è o conquistato il titolo di “più bel Carnevale di Sicilia“. Nel corso della sua lunga storia, questa manifestazione si è distinta dagli altri carnevali  dell’Isola, proponendo esibizioni di “abbatazzi” (poeti dialettali che si sfidavano in gare di improvvisazione su temi di attualità), la “cassariata” (sfilata di landò con equipaggi in costume che tempestavano la folla di confetti), fino ai più diffusi giochi popolari, come la “‘ntinna (cioè l’albero della cuccagna), la gara delle pentole e la corsa dei sacchi.

Carnevale Acireale

Sfilate e luci

Oggi, oltre all’amatissimo concorso “Scuole in maschera”, il Carnevale di Acireale ha nella sfilata dei carri allegorico-grotteschi (con gigantesche composizioni in cartapesta) e in quella dei carri fiorati il suo evento centrale. Molto suggestive sono le sfilate serali, in cui sapienti tecniche di illuminazione esaltano ancor più la spettacolarità dei carri che si transfigura cosi in un magnifico Spettacolo fatto di colori e luci.

Sagra del Mandorlo in Fiore

Agrigento La Sagra del Mandorlo in Fiore, nacque nel piccolo centro di Naro come celebrazione agreste, la cui funzione era quella di propiziare un buon raccolto, Solo nel 1953 il suo nome originario, “Festa dell’annata nuova”, fu mutato in quello attuale e la manifestazione fu trasferita nella Valle dei Templi di Agrigento, in modo da conferirle un interesse internazionale senza però privarla dell’originario significato popolare.

Sagra del mandorlo in fiore

Qui, sul palcoscenico predisposto di fronte al tempio di Giunone, in uno scenario reso ancora più suggestivo dalla presenza degli alberi di mandorlo fioriti, ogni sera il cartellone del Festival Internazionale del Folklore offre spettacoli messi in scena da gruppi sia siciliani sia di altre regioni d’Italia e d’Europa d’Italia e d’Europa, mentre le luci fanno assumere contorni irreali a fronntoni e colonne. Da qualche anno oltre che con il tradizionale rito della fiaccolata dell’amicizia, questa manifestazione lancia un messaggio di fratellanza tra i popoli anche attraverso il Festival Internazionale del Folklore dei Bambini, che riscuote un crescente successo.

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