Barocco catanese

Il meglio del barocco catanese che a profusione venne ad ornare la citta dopo il disastroso terremoto del 1693, si trova in una arteria che e, insieme, cuore di Catania e suo gioiello:

Catania Via Crociferi.

Sia che vi si passi (o meglio, che vi si passeggi) sotto il sole a picco, o che vi si dedichi una sera, aiutati nel vedere e nell’ammirare dai fari elettrici, o che vi si vada appositamente al tramonto per godere dei voli a ricamo degli uccelli, via Crociferi offre uno spettacolo indimenticabile di arte e di scenografia. E un trionfo architettonico di arioso barocco, di eleganti ferri battuti, di putti leggiadri e di fantasiose decorazioni. Scrittori e viaggiatori famosi, dopo avere visitato Catania, hanno lungamente descritto questa strada, le sue facciate convesse, i suoi balconi, la sua straordinaria potenza chiaroscurale. Via Crociferi ha tracce e indizi di una lunga storia, lunga di millenni.

Architettura

Diventata col tempo prezioso emblema di Catania, patria » delle varie dominazioni che in questa citta, come nella Sicilia tutta, si sono succedute (greci, siracusani, cartaginesi, romani, bizantini, musulmani, normanni, tedeschi, francesi, spagnoli);  ognuna lasciandovi segni e ferite, ma bellezze, anche. Via Crociferi a chiusa alle estremità da due archi, quello di San Benedetto (costruito nel 1704 e che unisce i due edifici della Badia grande e della Badia piccola) e quello di Casa Cerami. Facendovi ingresso attraverso l’arco di San Benedetto, s’incontra subito, sulla sinistra, la chiesa di San Benedetto, alta e magnifica su una gradinata e con elegante facciata su due ordini. Il barocco di questo tempio, di speciale effetto plastico, a esaltato nella pietra dai giochi di luci e di ombre. Segue la chiesa di San Francesco Borgia. Splendida, sulla destra, con la sua convessa facciata, la chiesa di San Giuliano (realizzata da Giovan Battista Vaccarini, tra il 1738 e il 1760). Quattro bei monasteri e alcuni palazzi signorili (da notare, in fondo alla strada, stretta tra due chiese, la facciata del settecentesco palazzo Asmunto, notevole dimora signorile con bella fontana in giardino e fastosi saloni rococò all’interno), completano la scenografia di via Crociferi, famosa un tempo, anche per la pace ed il silenzio che vi dominavano. Un tempo: oggi, essendo via Crociferi parallela ad altre arterie di grande traffico, risente del frastuono dei motori e dei clacson, e del viavai degli automezzi.

Doveva albergare una atmosfera veramente magica, negli anni passati, in questa via. Scrive Saverio Fiducia, autore di un curioso <<autoritratto» della celebre strada: .Allora musiche celestiali piovevano dalle cantorie e dai coretti pensili sulle schiene curve dei devoti, e fumo degli incensi, uscendo dai gran-diosi portali di marmo, avvolgeva anche me in una atmosfera profumata, salendo dolcemente verso i fastigi inargentati della luna. Oggi non si spande più per la via l’odore d’incenso ne vi cadono musiche celestiali, ma restano gli stupendi monumenti nei cui frontoni barocchi e capitelli squisiti nidificano, loro si come un tempo, le rondini in primavera. Da visitare, nella vicina piazza San Francesco, il piccolo Museo Belliniano.