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Eno-Gastronomia

Gastronomia Alto Belice Corleonese

grano siciliano

Il Grano

Per raccontare del grano siciliano si potrebbero evocare le immagini di divinità generose intente a spargere sulla terra le loro benedizioni, come fece Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia: qui si legge che “Demetra-Cerere trovò il frumento mentre prima si viveva di sole ghiande. E lei stessa insegnò a macinare e fare il pane in Attica e in Sicilia”. Mito confermato dai libri di storia: Diodoro Siculo, infatti, scrive che “…la Sicilia per prima produsse il frutto del grano grazie alla fertilità della sua terra…”. Le estensioni di campi che oggi tappezzano di spighe i dolci rilievi delle colline, accompagnando il visitatore che s’addentra nella campagna isolana, danno solo una pallida idea di quel che dovevano essere in epoca romana, quando la Sicilia era il “granaio dell’impero”. Nondimeno, in Sicilia è rimasta la cultura agricola antica, e così il grano non ha perso nulla delle sue caratteristiche qualitative, sia per la produzione di pane che di pasta. Ed è attraverso questi prodotti che qui vogliamo dirvi del grano siciliano, perché i colori, gli odori e i rumori dei campi, nel pane e nella pasta siciliani trovano la loro compiuta espressione.

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Il Pane

Senza pane, un siciliano non si mette a tavola e per il pane ha una passione quasi sacrale, evidente nel gesto abituale di baciare il pezzo di pane che distrattamente si è lasciato cadere. Il pane avanzato, poi, non si butta certo via, ma si usa per fare la “mollica”, il pangrattato da spolverare sulla carne e da imbottirci i carciofi, o le sarde “a beccafico”. Il pane è sacro, e serve anche, in tante e svariate e pittoresche forme, per rendere onore a Dio e ai santi nei giorni di festa più importanti dell’anno, a cominciare dalla Pasqua.

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Ecco perché il pane ha decine di varianti e di nomi.

Ogni zona ha il “suo” pane, preparato con l’attenzione e la cura che discendono da una tradizione secolare, utilizzando sempre l’ottima farina di semola di grano duro e aggiungendo a essa solo lievito naturale (la lievitazione viene effettuata una o due volte), sale e acqua. A Marineo, Piana degli Albanesi e Monreale si preparano da sempre, in fumosi forni di pietra in cui il fuoco è alimentato da fascine odorose di rami di quercia, olivo o alberi da frutto, certe grosse pagnotte dalla spessa scorza scura (almeno 3 mm), cosparsa leggermente di semi di sesamo, che racchiude tanta mollica color crema, soffice e compatta. Un pane celebre che si mantiene per diversi giorni e per molti cittadini vale un’escursione nell’Alto Belice Corleonese seguendo i profumi che si sprigionano dalle panetterie sempre affollate, dove il pane te lo porgono avvolto in grossi fogli di carta bigia che sfrigola fra le mani golose di chi non sa resistere all’assaggio di un boccone caldo di forno.  Si giunge così al punto che il pane di Monreale, che dal 2004 è iscritto nel Registro Nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali, è diventato un motivo di attrazione per i visitatori, insieme ai magnifici monumenti. E non da ora, visto che già nel 1894 il viaggiatore francese Gaston Vullier annotava nel suo diario che “il pane prodotto a Monreale è ricercato dai palermitani”

la vastedda o muffoletta,

Le forme del pane

Il pane si può avere, come dicevamo, in diversi formati: ci sono le pagnotte tonde da 1/2 e 1 kg, le pagnotte “pizziate” (l’impasto viene pizzicato prima della cottura, sicché il pane risulta con una caratteristica forma “a pizzi”), anch’esse da 1/2 e 1 kg, il filone liscio da 250 g, 1/2 e 1 kg e il filone “a scaletta” da 1/4 e 1/2 kg. Queste sono le forme più comuni, ma ce ne sono anche altre, come la cuddura, il pane a ciambella, e la vastedda o muffoletta, pagnottina anch’essa tonda, schiacciata, del peso di 200 g ca., preparata con lo stesso impasto ma arricchito di olio d’oliva e consumata imbottita. A San Giuseppe Jato troviamo poi la vaconza, un panino soffice e tondo, da 150 g circa, cavo all’interno per accogliere più facilmente la ricotta con cui, tradizionalmente, si accompagna. A Marineo si prepara la cusuzza, dal peso di 1/2 kg, che nel formato da 1 kg prende il nome di vastidduni, mentre a Piana degli Albanesi, paesello fondato nel Quattrocento da profughi albanesi e che ancora oggi conserva usanze e lingue balcaniche, il pane ha nomi esotici, come bukë, che indica il pane rotondo, e panaret, i tipici pani rituali della Pasqua.

La pasta

Anche chi apprezza la pasta “di una volta” trova qui i sapori che cerca, la pasta artigianale di semola di grano duro che dall’aria, dall’acqua, dalle tradizionali trafile prende quel gusto “di casa” che le preparazioni industriali hanno smarrito. D’altronde, come potrebbe essere diversamente, visto che i maccheroni e gli spaghetti furono inventati proprio in Sicilia? Lo testimonia Edrisi, il geografo al quale si deve il Libro di Ruggero, testo fondamentale per conoscere l’Isola in epoca medievale. Le tante, gustose ricette di pasta sono spesso elaborate perché in Sicilia usa essere un piatto unico. Una pietanza dall’eccellente sapore in cui la ruvida consistenza della pasta – che quasi non scuoce mai, tanto è ricca di glutine e amido – tiene insieme il gusto degli ortaggi, dei formaggi e delle carni in inebrianti armonie. I formati sono quelli tradizionali siciliani, quali gli spaghetti lunghi, i caratteristici anellini, i cavatoni, i bucatini, i maccheroncini e le lasagne, non quelle quadrate della tradizione emiliana, ma a forma di lunghi nastri. Senza dimenticare le pastine per le minestre. Oggi i pastifici artigianali, un tempo presenti in tutti i paesi dell’Alto Belice Corleonese, sono diventati rari. A Corleone sopravvive una produzione tradizionale di qualità.

Le pizze tradizionali

Un cenno a parte va alle pizze tradizionali, che qui sono la rianata, un semplice disco di pasta di pane condito con olio di oliva, sale e origano, e lo sfincione, che s’annuncia da lontano col suo profumo ammaliante, capace di far tornare l’appetito a chiunque. Quest’ultimo è una sorta di pizza morbida, condita con salsa di pomodoro, cipolle, acciughe e formaggio, diffusa in tutto il palermitano. Secondo la tradizione, fu creata dalle suore del monastero di San Vito, a Palermo, mentre sperimentavano una preparazione festiva per il Natale.

La ranza e sciura di Chiusa Sclafani è una sorta di pizza soffice, che prende nome dalla “ranza”, il cruschello con cui veniva originariamente preparata. Un alimento povero, dunque, ma non per questo meno buono, che oggi si realizza con lo stesso impasto del pane al quale viene aggiunto un po’ di olio d’oliva o di strutto. L’impasto viene steso in tre strati dentro una teglia e condito con maggiorana, cipolle e sarde salate (a volte anche con pepe, origano e salsiccia sbriciolata), poi spolverato in superficie con formaggio grattugiato e cotto al forno per circa mezz’ora.

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Tour enogastronomico le vie del Sesamo a Ispica

La Giuggiulena

Gli ospiti entreranno nel nostro laboratorio dove verrà preparata la Giuggiulena secondo una ricetta che si tramanda da generazioni e che prevede l’utilizzo di sesamo di Ispica (presidio slow food) miele locale e mandorle siciliane.

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La Tostatura del Sesamo

Agli ospiti verranno fatti vedere e spiegati tutti i passaggi per la realizzazione del torrone, dalla tostatura del sesamo alla preparazione del caramello fino a quando viene tirato con il mattarello sul ripiano di pietra lavica e tagliato rigorosamente a mano.

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Cooking Class

Alla fine della cooking class gli ospiti potranno degustare i nostri prodotti, sia dolci che salati, prepareremo per l’occasione delle bruschette fatte con farina di grani antichi siciliani come la Timilia, il Russello e la Maiorca, focaccine, biscotti, paste di mandorla,  colombe artigianali ed ovviamente la nostra Giuggiulena.

Per Info

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Gastronomia Ragusana

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DOP OLIO MONTI IBLEI

Alla base di una cucina saporita e gustosa ci sono sempre incredienti eccezionali come l’olio di oliva e, che negli iblei ha ricevuto la denominazione DOP OLIO MONTI IBLEI specie per le zone di Chiaramonte e Frigintini.

cerasuolo-di-vittoria-docgIl Vino

Due sono i vini che in porovincia hanno ricevuto il marchio DOC e sono il Cerasuolo di Vittoria, un corposo vino di colore rosso ciliegia, dal profumo delicato, che si sposa benissimo con carni rosse, arrosto o grigliate. Diverse sono le aziende che fra Vittoria, Comiso e Acate imbottigliano questo stupendo vino. L’altro vino DOC è L’Eloro, un vino di corpo Medio e buona persistenza che può accompagnare piatti a base di carni.

 

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Caciocavallo DOC

Il formaggio Ragusano che con il suo Caciocavallo Doc è tra i formaggi piu esportati della provincia, insieme ad esso il pecorino e la provala prodotti nelle zone montane.

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Cioccolata di Modica

La cioccolata di Modica, famosa per la sua lavorazione fedele ancora oggi come usavano fare anni or sono gli Aztechi.

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la Carrubba della quale Ragusa è tra i maggiori esportatori nazionali ed a questo frutto particolare si ci danno diverse forme tanto da farne liquore, barrette, caramelle e persino miele.

Altre leccornie

Il pane di pasta dura , la carne di Maiale, il miele, il pomodorino di Vittoria, la salsiccia, il capuliato pomodoro messo ad essiccare dal gusto forte e intenso, spesso si accompagna con del buon vino.

ravioliPrimi Piatti

La pasta al sugo, rinforzata di sapore con lo Strattu  oppure le minestre come i lolli che favi pasta fresca fatta a mano tipo cavati molto grossi e piu lunghi, che si cuociono con le fave secche e condite con olio di oliva.

Famosi sono i Ravioli con la ricotta conditi con sugo di Maiale, la pasta fatta in casa come i cavatieddi conditi con sugo.

Nelle zone di mare i piatti piu noti sono a base di pesce spada, tonno, polpo, seppe e frutti di mare.

Ancora tipici sono le impanate (focacce ripiene di carne di agnello condita, oppure ripiena di pomodori, ricotta, melanzane, spinaci, cavolfiori. Anche gli Ortaggi hanno accompagnato da sempre la cucina iblea, come le melanzane fritte, la caponata ecc ecc.

cassatelle di pasquaDolci del Ragusano

Un posto a parte occupano i dolci specie quelli a base di mandorle come gli amaretti, la cassata siciliana sempre con ricotta, i cannoli, gli impanatigghi (contengono cioccolata, cannella e carne), il bianco torrone di Giarratana, i Nucatoli realizzati con marmellate differenti i mustacciola, il bianco mangiare, poi i gelati, granite pasticcini…….

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Palermo la sua Gastronomia

Gastronomia

Parlare di cucina siciliana è iniziare un viaggio dentro il viaggio, incontrando piatti che dischiudono prospet- tive di tempo e suggeriscono immagini di luoghi. I piatti raccontano di prodotti, spezie e profumi che testimoniano quanto l’isola si sia trovata al centro di mire e attenzioni di popoli di ogni dove. Le tante dominazioni hanno profondamente segnato il paesaggio con le colture introdotte e seminato tracce in abitudini e modi di vita. Nella parte occidentale dell’isola, segnata dall’influsso arabo e dalle tradizioni di corte, la cucina è complessa e ricca di accostamenti audaci. In analogia al paesaggio, all’austera semplicità dei templi greci si sostituiscono le raffinatezze da Mille e una notte della Palermo arabo-normanna. Agli Arabi si deve ad esempio l’introduzione di agrumi, zucchero, cannella, zafferano e riso che qui ha avuto modi di cottura e utilizzi diversi da quelli del Nord, ma diffusione altrettanto capillare, basti pensare alle arancine, una sorta di emblema della cucina isolana, spesso il primo incontro gastronomico con la Sicilia.

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Palermo per i gourmet

Fast food palermitano

Accanto alla cucina “di corte”  convive e prospera la cucina popolare di quello che si può definire il fast food palermitano, ovvero il “mangiare di strada e mangiare per strada”, proposto da friggitorie, forni e bancarelle, che preparano piatti rapidi e nutrienti da consumare anche in cartocci da passeggio.

Ecco le specialità più tipiche e diffuse:

arancine di riso: ripiene di ragù o di prosciutto e formaggio

babbaluci: chioccioline marinate

crocchè: crocchette fritte di patate

panelle: schiacciatine di farina di ceci servite da sole o col pane

caponata: misto di verdure fritte in agrodolce

cardoni: gambi di carciofi fritti

sarde a beccafico: ripiene di pan grattato, uva passa e pinoli

sfincione: sorta di pizza condita con pomodoro, caciocavallo, acciughe, cipolle e aromi

panino con la milza: la milza (fritta) può essere schietta o maritata (lett. nubile o sposata), ossia condita con solo limone o con ricotta e caciocavallo.

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Al ristorante

Il pasto può essere introdotto da vari antipasti: sarde sott’olio o a beccafico, verdure in pastella, caponata, zucca in agrodolce, involtini di melanzane, insalata di musso (nervetti), polpette di sarde o di novellame (pesciolini neonati, talora usati anche come condimento per la pasta).

Tra i primi verrà spesso proposto un piatto unico, costituito molte volte dalla pasta al forno (tipico il pasticcio di anelletti). Altri primi meno “unici”, ma altrettanto sostanziosi includono la pasta con sarde, acciughe, al nero di seppia, alla carrettera (aglio, olio, peperoncino e pecorino), con i broccoli o alla Norma (pomodoro e melanzane). Tra le minestre da provare il maccu di fave (con finocchietto e pomodoro). Come secondo si potrà scegliere tra falsomagro (carne ripiena di mollica e aromi vari), seppie in umido, calamari ripieni e sarde variamente proposte.

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I dolci

Meritano un capitolo a parte e costituiscono uno dei punti di eccellenza della cucina siciliana. Tra le specialità la celebre cassata, pan di spagna e ricotta ricoperta di una glassa riccamente decorata, cannoli e cannolicchi (coni fritti ripieni di ricotta), il buccellato (ciambella di frutta secca, arance candite, miele e spezie), il gelo di mellone (gelatina di anguria), le sfince di San Giuseppe (frittelline legate alla festa del santo) e naturalmente la superba pasta reale o frutta di martorana (a base di mandorle e zucchero), con la quale si modellano frutti variopinti o forme legate alle ricorrenze particolari (ad esempio i maialini per carnevale). Tra i gelati i gusti più tipici e originali sono la scurzunera (il gelsomino) e il gelso.

Il vino

L’enologia siciliana sta conoscendo una stagione magica, grazie all’impegno delle aziende del territorio e ad una materia prima straordinaria, che dopo essere stata troppo a lungo svalutata come vino da taglio per la sua gradazione, viene ora sapientemente vinificata fino ad ottenere risultati eccellenti con un ottimo rapporto fra qualità e prezzo. Il Nero d’Avola è uno dei grandi rossi italiani e con il suo aroma di prugna e marasca offre momenti di grande piacevolezza. Grande fama hanno da sempre i vini da dessert: Marsala, Moscato di Pantelleria e Malvasia delle Lipari.

 

gastronomia siracusa

La gastronomia della Provincia di Siracusa

La gastronomia

La gastronomia della Provincia di Siracusa affonda le proprie radici nella storia millenaria e lascia intravedere una contaminazione multiculturale che va di pari passo con la stratificazione culturale siciliana. La cultura greca, la dominazione romana, l’invasione araba, l’impero federiciano, la dominazione spagnola etc. hanno lasciato segni indelebili anche nella cultura enogastronomica.

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Primi Piatti

Comune denominatore fino al periodo antecedente il boom economico degli anni 50 era la diffeerenziazione tra “il mangiare di tutti i giorni” ed “il mangiare delle feste”. La pasta fatta in casa, in special modo i ravioli di ricotta al sugo di maiale e tanti tipi di carne legata al lavoro agricolo come la gallina ripiena, il coniglio “a’ stimpirata” con aromi e aceto, la carne di maiale servita in tanti modi compresa la famosa gelatina, erano “il mangiare delle feste”. Cibi molto più semplici, quasi frugali, basati soprattutto sui legumi, le verdure e il pane erano “il mangiare di tutti i giorni”.

Tra le pietanze tipiche del siracusano si possono ricordare ‘a cuccia, frumento cotto condito con latte e miele, le ’mpanate (focacce con diversi ripieni, che spaziano dalle verdure alle patate, dal formaggio al pesce, dalla carne agli ortaggi), i dolci, a partire dal torrone, prodotto con la lavorazione della mandorla, così come il famoso latte di mandorla, o i confetti, realizzati con una particolare specie di frutto, la mandorla “Avola”, tipica della città esagonale, conosciuta nel mondo da secoli per le sue peculiarità. E poi ancora le granite ai vari gusti, l’infinita gamma di biscotti, “a cubbaita” o “giuggiulena”, e cioè un particolare torrone fatto col sesamo.

Siracusa-Mercato-del-pesce

Eccellenze gastronomiche

Altrettanto tipici sono la caponatina, realizzata con diversi ortaggi e aromi (melanzane, peperoni, patate, cipolle, olive, capperi etc.) che si presta ad accompagnare sia piatti di carne che di pesce, “a pasta co’ sucu niuru” realizzata con il nero delle seppie, “a pasta fritta”, “i puppetti i muccu” cioè polpette fatte con il bianchetto, pesce di piccolissima taglia, “u pizzolu” particolare elaborazione della pizza, che si presta al condimento sia salato che dolce etc.

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I piatti descritti trovano origine da prodotti d’eccellenza di cui è piena la terra d’Archimede e che hanno ottenuto marchi di qualità e riconoscimenti internazionali, come il miele di Sortino, il Pomodoro “Pachino”, che ha preso il nome dal luogo di produzione, riconosciuto IGP (Indicazione Geografica Protetta) e ormai divenuto famoso in tutto il mondo, caratteristico dei terreni dei comuni di Pachino e Portopalo di Capo Passero, unico e dalla dolcezza inimitabile, il “femminello”, limone dalle straordinarie proprietà organolettiche, anch’esso di recente riconosciuto con l’IGP, il “tarocco”, l’arancia pigmentata rossa di Francofone etc.

moscato di siracusa

Vini ed Oli

Altrettanto rinomata è la produzione vinicola del Siracusano che eccelle per qualità e pregio: il Nero d’Avola (rosso rubino da pasto), il Moscato di Noto ed il Moscato di Siracusa, già decantato da Plinio, con due diversi profili: il Solacium, dal sapore dolce e vellutato e dal colore giallo-oro vecchio, che viene abbinato ai dessert; ed il Pollio che si accompagna a crostacei, verdure fresche e formaggi.

Di recentissima produzione è lo Spumante di Siracusa, prodotto da uve Moscato di Siracusa. E poi l’olio extravergine, ricavato da un’oliva che cresce solo nella zona dell’entroterra, tra Buscemi, Cassaro, Ferla e Palazzolo: la Zaituna o Oliva siracusana.

 

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Itinerario Vini Sicilia Sud

Itinerario Vini Sicilia Sud

Il viaggio che inebria i sensi. Questo percorso sensoriale si snoda attraverso un territorio che regala storia, cultura, sapori ed emozioni attraverso i suoi monumenti, le bellezze naturali e ambientali, le tracce dell’evoluzione sociale e lavorativa dei suoi abitanti, e soprattutto tramite il rapporto inscindibile tra l’uomo e il suo territorio. Le Terre dei due Mari sono ricche di natura, sole, aria pulita, terra sana e produttiva. É proprio in questa terra cosi straordinaria che. oltre due millenni fa, nel territorio compreso tra Noto e Pachino, i greci iniziarono a diffondere la coltivazione delle viti con impianto ad alberello.

vigneto nero d'avola

Zone di Coltivazione Vino

La zona di maggior vocazione, perché terroir unico, ricco di minerali e di acqua, era il declivio collinare che scendeva dolcemente fino al mare. Grazie alle caratteristiche del terreno e del clima, gli abitanti di queste terre cominciarono a sperimentare nuove tipologie di coltivazione, selezionando le varietà di uve più resistenti e più eredevolil at patato. La vite e la vendemmia erano it fulcro attorno al quale ruotava tutta la vita delle famiglie. I gesti, i rituali, le tecniche di coltivazione/potatura e la pratica di vendemmia si tramandavano di padre in figlio, di generazione in generazione.

 

moscato di noto

Territorio Doc

Ancora oggi nel territorio compreso tra Noto, Rosolini, Avola e Pachino, si produce uno dei vini più antichi d’Italia: il Moscato di Noto DOC. Prodotto esclusivamente con uve di Moscato Bianco lasciate maturare sulla pianta per aumentare la percentuale di zuccheri, questo nettare regala straordinarie sensazioni palatali grazie alla sua dolcezza. Diventato DOC (Denominazione d’Origine Controllata) nel 1974, questo vino può essere prodotto nelle tipologie naturale, liquoroso, passito e spumante. Oltre al Moscato, questo territorio produce altri vini DOC, sotto la denominazione Noto DOC: il Noto Rosso e il Noto Nero d’Avola.

In un territorio ancora più vasto del primo, che abbraccia i comuni di Noto, Pachino, Portopalo di Capo Passero, Rosolini e Ispica si produce un altro vino, unico nel suo genere: l’Eloro DOC.

 

degustazione vini curto

Il nome deriva da una delle più antiche colonie greche in Sicilia, il sito archeologico si trova su una collina affacciata sul mar lonio a circa 8 chilometri a sud-est della cittadina di Noto· L’Eloro DOC è un vino ottenuto da vitigni Nero D’Avola, Frappato e Pignatello, vinificati nelle tipologie Rosso e Rosato.

Vino Nero D’Avola

ll Nero d’Avola è uno dei vitigni più pregiati per la vinificazione. Fino a un ventennio fa, solo i territori di Ragusa e Siracusa coltivavano questa specie di vite. Per oltre 100 anni, infatti, è stato il “vino da taglio” per eccellenza utilizzato per dare forza ad altri vini rossi, al sup confronto carenti in colore, struttura e grado alcolico.  Oggi, il Nero d’Avola si coltiva in tutto il territorio siciliano ma trova la sua vocazione migliore proprio tra le Terre dei due Mari.

OlioExtraVergineOliva

L’olio di oliva: alimento siciliano di pregio

L’olio di oliva in Sicilia è da secoli elemento essenziale della sua alimentazione, della sua cultura, della sua tradizione e della sua storia. La Sicilia è stata la porta d’ingresso dell’ulivo nel continente europeo, motivo per la quale essa oggi ha una tradizione olivicola che non è seconda a nessun’altra regione italiana.

Come si coltiva l’ulivo in Scilia

La coltivazione dell’ulivo in Sicilia risale al periodo della Magna Grecia. Infatti,  l’olio prodotto in Sicilia vanta tradizioni millenarie ed è molto apprezzato per le sue caratteristiche organolettiche e nutrizionali.

Il processo produttivo dell’olio d’oliva in Sicilia è rimasto invariato per oltre 2000 anni, oggi come una volta, le olive vengono raccolte manualmente e poi spremute a freddo. Essendo l’olivo un frutto e non un seme, tutte le qualità organolettiche, nutrizionali e salutistiche vengono trasmesse all’olio attraverso questo delicato procedimento, infatti più di qualsiasi prodotto alimentare, la sua qualità dipende dalla cura con cui si eseguono tutte le lavorazioni del frutto.

L’olio d’oliva è prodotto nell’estremo lembo sud orientale della Sicilia, coincidente con il territorio delle province di Siracusa, Ragusa e Catania, una vasta zona interessata dal massiccio calcareo omonimo e da altopiani percorsi da numerosi corsi d’acqua. L’area è soggetta a particolari escursioni termiche tra le ore diurne e notturne, fenomeni particolarmente importanti per esaltare le caratteristiche peculiari delle produzioni agricole e dell’olivicoltura che, in quest’area, rappresenta un comparto produttivo molto rilevante, sin dai tempi della Magna Grecia. Al visitatore le campagne dei Monti Iblei, dove viene prodotto l’olio d’oliva, presentano uno scenario multiforme di natura e di colori dove la coltura dell’ulivo costituisce uno dei paesaggi agrari più diffusi con olivi, spesso secolari, sparsi nei terreni collinari, posti ai margini degli agrumeti oppure abbinati alle altre colture tipiche degli Iblei: i carrubeti, i mandorleti ed i vigneti.

Qui sono coltivate le più pregiate varietà di olive della Sicilia dalle quali si ricava un olio extravergine di alta qualità, con un grado di acidità massima dello 0,65%, dal colore verde e dal profumo e dal sapore fruttato. All’olfatto si avverte un odore più o meno intenso, che ricordi il frutto fresco dell’oliva; infine, assaggiandolo, l’olio deve dare una leggera sensazione di amaro e piccante alla base della lingua, non deve essere untuoso, deve essere fluido e lasciare la bocca «pulita».

Grazie alla sua particolare composizione e per l’alto contenuto di acidi grassi polinsaturi essenziali ed altre sostanze antiossidanti minori, l’olio d’oliva è da considerare ad alto valore nutrizionale.

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Studi clinici confermano pienamente le virtù salutari di questo alimento:

Sistema cardio-circolatorio: il consumo d’olio d’oliva riduce il rischio di malattie all’apparato cardio-circolatorio, in quanto aiuta a combattere il livello di colesterolo.

Sistema gastro-intestinale: l’olio d’oliva è il più digeribile tra tutti i grassi essendo velocemente assorbito dalle mucose dell’apparato digerente sulle quali esercita anche un’efficace azione protettiva. Riduce l’acidità gastrica stimolando la secrezione della bile, regolando lo svuotamento della cistifellea e facilitando la digestione degli altri grassi.

Sistema scheletrico: l’olio d’oliva svolge una funzione di fissazione del calcio particolarmente indicato per lo sviluppo del sistema scheletrico nei bambini e per rallentare i processi di decalcificazione e di indebolimento delle ossa nelle persone anziane. Esso ha un ruolo di primaria importanza per le madri in allattamento e gestazione, cioè in quelle fasi della vita che necessitano molto calcio.

Sistema immunitario: l’olio d’oliva è un prezioso protettore del sistema immunitario, ricco di sostanze antiossidanti e polifenoli, riesce a neutralizzare i radicali liberi.

Sistema nervoso: è stato accertato che l’olio d’oliva in età senile previene l’insorgenza di malattie legate al rallentamento e al deterioramento delle funzioni celebrali.

Protezione della pelle: già Greci e Romani attribuivano all’olio d’oliva proprietà emollienti nei confronti della pelle e di protezione del cuoio capelluto. Infatti, veniva usato per ungere il corpo e ammorbidire la pelle dopo il bagno, oppure per atleti e gladiatori prima e dopo le gare per massaggiare i muscoli e proteggere la pelle dal sole. Ancora oggi l’olio d’oliva viene utilizzato ad uso protettivo della pelle.

 

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L’ Olio Dop Sicilia

grazie alla secolare abilità ed esperienza sia degli olivicoltori, sia dei frantoiani, ha ottenuto oli di grande qualità cui è stata conferita la Denominazione d’Origine Protetta, prestigioso riconoscimento europeo. Consumare olio extravergine di oliva, specie se DOP, significa avvicinarsi al territorio di origine, alla sua storia, alle sue tradizioni ed apprezzare il frutto del lavoro dell’uomo.

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Tour Enogastronomici in Sicilia

Quando si parla di Sicilia e di gastronomia, un concetto che fulmineamente salta alla mente è quello di dieta Mediterranea, con tutti gli elementi che la compongono: cereali, legumi, frutta e verdura, olio di oliva, vino, formaggio e pesce.

Tutti elementi-base essenziali, ognuno con le proprie caratteristiche e peculiarità, originati in un territorio baciato dal sole quasi tutto l’anno, con un clima molto mite ed un suolo molto fertile.

Durante il Vostro soggiorno non mancate di degustare il vino, di assaggiare la ricotta e tutti i formaggi tipici di ogni località, il cioccolato di Modica, che si prepara ancora oggi seguendo le antiche ricette azteche. Interessante l’accoppiamento del cioccolato con il peperoncino, che si apprezza soprattutto gustandolo in bevande calde.

Il tour enogastronomico che vi proponiamo può variare da un giorno ad una settimana, in base alle Vostre esigenze e sarà strutturato cercando sempre di farVi cogliere le principali bellezze della regione: parchi nazionali, spiagge azzurre, antiche città come Noto, luogo di nascita del barocco siciliano, Modica, Ragusa, Siracusa, Etna, tutto ciò al fine di farVi cogliere lo splendore delle bellezze siciliane

Quindi potrete sceglie tra: wine tour, choco tour, cheese tour, oil tour

wine tour

Wine tour

Principe indiscusso dei prodotti tipici del territorio del sud est è il vino.
I wine tour seguiranno gli itinerari della strada del vino e dei sapori del Val di Noto e si articoleranno in due modi:
1-visita alla cantina prescelta, degustazione dei vini e guida all’assaggio con un sommelier A.I.S.
2- visita a due o tre cantine con degustazione dei vini, guida all’assaggio e pranzo o cena in abbinamento ai vini delle cantine visitate. Ogni cantina proporrà una sua selezione di vini in abbinamento ai prodotti tipici, quindi i costi varieranno in base alla scelta della tipologia di degustazione.

choco tour

Choco tour Modica

Quetzalcoalt, dal dio degli aztechi alla contea di Modica, la bevanda degli dei si trasforma in tavoletta dagli aromi mediterranei, nelle sapienti mani di abili artigiani il cioccolato acquista profumi e consistenze inimmaginabili. Il cioccolato di Modica immutabile da 500 anni fa sognare ancora le nuove generazioni,un tour dei sensi e delle voglie per ritornare indietro nel tempo nello scenario della Modica ottocentesca.

ricotta in cavagna

Cheese Tour: Ragusano Dop e Caciocavallo

Inaspettato, antico, citato fin da Omero il formaggio è stato da sempre il sostentamento di infinite generazioni di siciliani, in questo tour affronteremo sia la lavorazione che la degustazione di due tipologie di formaggi il canestrato e il caciocavallo (ragusano dop) e faremo conoscenza anche con la ricotta, altro prodotto della lavorazione del latte e tipico della Sicilia.

tour olio

Oil Dop Monti Iblei Tour

L’Olio Il prodotto storico del sud est, di arcaica memoria, base della dieta mediterranea è di nuovo un protagonista delle tavole di tutto il mondo.
La degustazione organizzata in un antico frantoio accompagnati da un degustatore ufficiale farà capire la storia millenaria di questo territorio, la sua vitalità e perché questa terra è considerata da sempre il luogo più vicino al paradiso terrestre.
Insieme all’olio si gusteranno le mandorle e altri prodotti tipici del frantoio.

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