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Siti Unesco Sicilia

La vite ad alberello di Pantelleria

La vite ad alberello di Pantelleria

La vite ad alberello di Pantelleria, per le sue caratteristiche, viene consacrata un modello di allevamento da salvaguardare, promuovere, studiare. Un tipo di coltivazione, introdotto dai fenici, perfezionato e tramandato nei secoli, capace di produrre splendidi frutti in condizioni estreme. L’isola di Pantelleria è infatti caratterizzata da una costante ventosità (Bent-el-Rhia, appunto “figlia del vento” in arabo), da una scarsa piovosità compensata da una grande umidità, per i suoi terreni impervi sui quali sono stati realizzati magistrali terrazzamenti.

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Qui nasce l’Alberello Pantesco, una pratica agricola definita dal professor Petrillo, nella sua relazione di presentazione all’Unesco, una pratica ‘creativa e sostenibile e per questo degna di un tale riconoscimento internazionale. Creativa perché fondata sulla ‘conca’, la culla scavata nel terreno per accogliere la vite, proteggerla dal vento, nutrirla con l’umidità della notte che vi si raccoglie e non si disperde. Creativa perché il sistema potatura, fa sviluppare la pianta con un andamento orizzontale e quasi strisciante sul terreno, e quindi in grado di sopravvivere al vento costante che soffia sull’isola. Sostenibile perché la sua coltivazione è interamente manuale, perché le terrazze sorrette dai muretti a secco delineano il paesaggio di Pantelleria e lo difendono dall’erosione.

Una viticoltura eroica che sopravvive grazie anche al lavoro di tanti produttori.

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L’OPERA DEI PUPI

L’Opera dei Pupi in Sicilia

inserita nel programma Unesco del 1999 “Capolavori del patrimonio orale e immateriale dell’umanità”, l’ Opera dei Pupi in Sicilia è un particolare tipo di teatro delle marionette, che si affermò nell’Italia meridionale e in particolare i Sicilia agli inizi del 1800. I Pupari narrano, con il loro particolare timbro di voce, le famose gesta di alcuni eroi che provengono in gran parte da romanzi e poemi del ciclo carolingio, creando un’atmosfera coinvolgente ed emozionante. Tra i personaggi più noti Orlando e Rinaldo, anche Carlo Magno e i saraceni, Rodomonte e Mambrino.

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In Sicilia esistono due scuole principali dell’Opera dei Pupi:

quella palermitana, affermatasi nella capitale e diffusa nella parte occidentale dell’isola, e quella catanese, affermatasi nella città etnea e diffusa, a grandi linee, nella parte orientale dell’isola. Molte famiglie siciliane gestivano i teatrini e spesso si occupavano anche della scultura, della costruzione e pittura delle marionette, rinomate per le intense espressioni.

INFO:

Teatri dei Pupi in Sicilia

Teatro Manomagia
Dott. Francesco Fazio
Via Salvatore Paola 15 – 95125 Catania
La Casa di Creta
Steve Cable – Antonella Caldarella
Via Umberto 134- 95131 Catania
Compagnia Marionette Don Ignazio Puglisi
Via Catullo 2 – Sortino – Siracusa
Compagnia dei Pupari Vaccaro Mauceri
Ernesto Puzzo – Via Giudecca, 5 – Siracusa
Opera dei Pupi di G. Canino
Via S. Ippolito, 16/c – 91011 Alcamo (TP)
Museo Internazionale delle Marionette A.
Pasqualino
Via Butera 1 – 90133 Palermo Pa
Museo Teatro dell’Opera dei Pupi
Giarre

Figli D’Arte Cuticchio
Via Bara all’olivella 95 – 90133 Palermo
Ass. Culturale Teatro delle Beffe
Via De Spuches 7 – 90141 Palermo (PA)
Opera dei Pupi di Vincenzo Argento e figli
Via Vittorio Emanuele, 445 – Palermo PA
Compagnia Carlo Magno di E.Mancuso
Via La Rosa, 2- Trabia (Palermo)

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AGRIGENTO – LA VALLE DEI TEMPLI

Agrigento, una delle più importanti antiche città dell’area del Mediterraneo, è nota principalmente per la Valle dei Templi, dichiarata nel 1997 dall’UNESCO patrimonio mondiale dell’Umanità.

valle dei templi

Il suo Parco, ampio circa 1300 ettari, conserva uno straordinario patrimonio monumentale e paesaggistico, che racchiude gli imponenti templi dorici, le agorà, le necropoli pagane e cristiane e la fitta rete di acquedotti sotterranei, testimonianze di una storia millenaria iniziata nel VI secolo a.C. con la fondazione dell’antica colonia greca di Akragas. Il colore dei templi passa dal giallo intenso al rosa durante il tramonto. Inutile dirvi che le sensazioni percepite e le emozioni vengono amplificate dall’oscurità e dall’illuminazione suggestiva.

INFO:

Come arrivare:
In treno: Stazione di Agrigento centrale (per
info consultare Trenitalia).
In aereo: Aeroporto Falcone-Borsellino,
Palermo.
In bus: Azienda Siciliana Trasporti (AST),
Interbus, SAIS Autolinee.

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Isole Eolie

Le Isole Eolie sono un arcipelago di origine vulcanica all’interno della quale permangono due vulcani attivi: Stromboli e Vulcano. Le altre isole sono: Lipari, Panarea, Salina, Alicudi e Filicudi. Il mare blu cobalto, i vulcani fumanti e la natura selvaggia ne fanno la meta preferita per gli escursionisti, gli amanti del mare e della natura.

Isola di Panarea

Panarea è la più piccola ed caratterizzata da piccole viuzze e casette bianche in tipico stile eoliano. E’ la più frequentata da giovani ed offre una vita notturna abbastanza movimentata.

Isola di Vulcano

Chi va a Vulcano non può non immergersi almeno per un minuto nel laghetto naturale dei fanghi caldi sulfurei apprezzati per le proprietà terapeutiche.

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Isola di Lipari

Lipari è l’isola più grande, ed è detta “la montagna bianca” perché costituita dalla pomice, una pietra bianca di origien vulcanica. Il museo archeologico custodisce antiche e preziose collezioni archeologiche. Lipari ha una posizione strategica per visitare le altre isole dell’arcipelago.

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Isola di Salina

Salina è l’isola in cui Massimo Troisi ha girato le scene del film “Il postino”. E’ ricca di verde ed è famosa per i capperi e per la produzione del vino liquoroso Malvasia, il “nettare degli dei”.

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Stromboli

Stromboli si presenta come un enorme cono vulcanico col pennacchio. E’ uno spettacolo unico al mondo per le continue eruzioni, lancio di lapilli, colonne di fuoco visibili dall’acqua e da terra. Assistere alla “sciara di fuoco”, la colata di lava che scende fino a mare è uno spettacolo particolarmente suggestivo. La notte lo spettacolo è ancora più emozionante.

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Isole Alicudi e Filicudi

Alicudi e Filicudi sono le isole più antiche ed entrambe di straordinaria bellezza, in quanto sono le più incontaminate. La lentezza e il contatto intimo con la natura e con i pesci vi fa entrare in un dolce e avvolgente relax.

Come Arrivare

INFO:
Come arrivare:
Aliscafo da: Milazzo, Messina, R. Calabria, Napoli,
Palermo, Cefalù.
Traghetto da: Milazzo, Napoli
Aereo con scalo a: Napoli, R. Calabria, Catania, Palermo

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Palermo Arabo Normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreale

L’itinerario storico fu inserito nella World Heritage List il 3 luglio 2015. Negli anni in cui in Sicilia fiorivano la cultura e la civiltà araba. la conquista dell’Isola nel 1061 da parte dei normanni Ruggero d’Altavilla e di Roberto il Guiscardo determinò la fusione delle due culture religiose da un lato e artistiche dall’altro. Nel secolo suc-cessivo. la pacifica convivenza delle due etnie creò le con-dizioni per un pieno e armonioso sviluppo artistico e sociale. Per quanto gli arabi non fossero portatori di uno stile architettonico proprio. assimilarono durante il loro nomadismo. la cultura mediorientale e neoellemca elaborando in Sicilia durante il dominio normanno una sintesi architettonica sincretizzata con l’arte romanica e con quella bizantina.

lo stile arabo-normanno

Tipologia architettonica caratteristica della Sicilia e di parte del meridione d’Italia. lo stile arabo-normanno contempla gli stilemi del periodo storico in cui nacque: possenti strutture murarie definiscono gli ambulacri e le navate delle chiese. volte a crociera definiscono le altezze. archi che si dipartono dai piedritti delle colonne denun-ciano lo stile romanico importato dai normanni. gli archi moreschi. le tarsie marmoree richiamano lo stile mediorientale. mentre gli addobbi musivi scintillanti di oro zecchino e lapislazzuli identificano con assoluta eleganza lo stile bizantino. La sintesi di culture nordico- mediterranee ha creato un nuovo linguaggio unico e ricercato di cui può godere solamente il viaggiatore che decide di soggiornare in Sicilia. Imponenti simboli di potere. sia temporale che spirituale il Palazzo dei Normanni. la Cattedrale di Palermo.

Il Duomo di Monreale. la chiesa di San Giovanni degli Eremiti. la Zisa. il ponte dell’Ammiraglio e la Cattedrale di Cefalù si presentano oggi come un incomparabile oggetto di studio storico-artistico- antropologico.

la torre PisanaLa torre Pisana.

all’interno della quale scintilla la sala di re Ruggero interamente rivestita dai mosaici. è la struttura superstite del grande Palazzo degli emiri e poi dei re normanni che in origine contava ben quattro torri. cortili e fontane. Simbolo da sempre del potere temporale. ospita al suo interno la cappella del palazzo che in ogni di-mora dei regnanti costituiva l’emblema della devozione re-ligiosa del re.

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La Cappella Palatina

costruita nel 1130 è un piccolo scrigno di preziosa manifattura bizantina di scintillanti mosaici parietali. Oro e lapislazzuli. vetri e tas-selli marmorei hanno ricamato all’interno della Cappella un prezioso rivestimento musivo che culmina nell’immagine del Cristo Pantocratore.

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Cattedrale di Palermo.

Nel 1185 venne completata la fabbrica della cattedrale di Palermo. Alcune strutture murarle. le torri e le absidi sono le uniche vestigia dell’epoca arabo-normanna Le tre absidi. mirabile esempio di decorazione a tarsia lavica e calcarenite ne rivestono l’esterno caratterizzato dall’intreccio di doppi rilievi d’archi a tutto sesto con monofore o oculi che rispettano sempre criteri di rigorosa e raffi-nata simmetria. L’interno si presenta nella sua veste neo-classica e numerosi sona i rimaneggiamenti avvenuti nel corso dei secoli. L’edificio oggi risulta essere un monu-mento di grande fascino e di memoria sublime.

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ll Duomo di Monreale

che identifica la chiesa di Santa Maria la Nuova. è stato definito il capolavoro del Medioevo. Costruito a partire dal 1174 ha l’interno a croce latina a tre navate scandito da possenti colonne monolitiche. è de-corato sulle fiancate laterali da un atto lambris marmoreo di circa sei metri che conduce lo sguardo verso l’alto. ove scintilla I’ addobbo musivo dorato che riveste l’interno del Duomo. La perizia tecnica dei mosaicisti greci ha creato. sul progetto iconografico biblico ed evangelico la narra-zione per immagini che riveste i registri superiori delle tre navate culminando nelle tre absidi anch’esse rivestite di mosaico policromo che raffigura la Vergine. gli apostoli. angeli. santi e i dottori della chiesa. AI culmine dei catini absidali trovano posto il Cristo Pantocratore e i santi Pie-tro e Paolo. All’interno del complesso monastico.

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il chiostro.

luogo della meditazione e della preghiera. sorprende non poco. Un quadrata di 47 metri di lato. con portico ad archi ogi-vali retti da colonne binate. ornate o intagliate ad arabe-schi ed altre con intarsi a mosaico. i cui capitelli sono istoriati con scene bibliche.

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La chiesa di San Giovanni degli Eremiti.

ad aula unica. rappresenta un raro esempio di chiesa arabo norrnanna superstite con annesso un piccolo e armonioso chiostro. La tradizione moresca riecheggia nelle coperture con le insolite e pregevoli cupolette rosse che riconducono a una delle caratteristiche dell’unicità dell’arte arabo norrnanna

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Il castello della Zisa

è un parallelepipedo in calcarenite rigorosamente simmetrico che si estende su tre piani con all’interno un ingegnoso sistema di ventilazione. Il parco occupava una vastissima porzione di territorio fuori le mura della città ed era caratterizzato da curati giardini. padiglioni e giochi d’acqua. Oggi. dopo un sapiente restauro. il palazzo e parte del giardino rappresentano una delle punte di diamante dell’itinerario arabo normanno della città.

Testo di Danierle Licciardello

SIRACUSA E LE NECROPOLI RUPESTRI DI PANTALICA

Il sito comprende due parti differenti distanti circa 50 km. Vengono considerati dall’UNESCO un unico sito perché costituiscono un unicum di testimonianze storiche di diverse culture mediterranee.

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La Necropoli di Pantalica

situata vicino a delle cave a cielo aperto, è un sito di grandissimo rilievo naturalistico, archeologico ed etnoantropologico. Passeggiando per i diversi sentieri che si aprono tra la boscaglia, si rimane immediatamente catturati dallo straordinario alveare di tombe scavate sulle pareti di roccia bianca calcarea che corrono a strapiombo sul fiume, dando origine a vasti canyon. Con più di 5.000 tombe a grotticella, Pantalica è la necropoli più grande d’Europa.

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L’Antica Siracusa

Il sito Unesco comprende anche l’Antica Siracusa, che include Ortigia. In questo territorio si possono ammirare gli antichi resti di un anfiteatro romano, del Tempio di Atena (V secolo a.C.), in seguito convertito a cattedrale, e di molte altre costruzioni. Una di queste è il teatro greco, che dà la possibilità di rivivere il fascino delle tragedie greche di Aristofane, Euripide e Sofocle, in Necropoli di Pantalica un’atmosfera di altri tempi.

L’antica Siracusa rappresenta una testimonianza unica della civilizzazione mediterranea di oltre 3 millenni. Sono numerose le dominazioni che hanno interessato la storia della Sicilia, da quella bizantina a quella borbonica, passando attraverso quella araba, normanna e sveva, le quali hanno dato origine ad un mosaico di arte, cultura e tradizioni.

INFO:

Come arrivare:

In aereo: A 50 km dall’Aeroporto internazionale Fontanarossa di Catania Vincenzo Bellini

In treno: Stazione ferroviaria di Siracusa, da cui raggiungere in autobus i centri di interesse.

In nave: Siracusa dista 60 km dai collegamenti di Pozzallo a sud e di Catania a nord.

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LE CITTÀ TARDO BAROCCHE DEL VAL DI NOTO

Caltagirone, Militello in Val di Catania, Catania, Modica, Noto, Palazzolo, Ragusa e Scicli furono ricostruite dopo il 1693, in seguito al terremoto che distrusse la Sicilia orientale, secondo i canoni del tardo Barocco. Proprio per questo motivo, questo gruppo di città del sud-est della Sicilia fornisce una notevole testimonianza del genio esuberante dell’arte e dell’architettura del tardo Barocco e ne rappresenta l’apice artistico in Europa.

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Ragusa Monumenti unesco

Ragusa offre la possibilità di immergersi in due dimensioni parallele: quella barocca, costituita dal centro storico di Ragusa Ibla, ricostruito dopo il 1693, e Ragusa superiore, situata sui colli Patro e Cucinello. Il percorso del barocco si snoda fra chiese, palazzi e un particolare impianto urbanistico.

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Palazzolo Acreide

Palazzolo è caratterizzata dal centro medievale, attorno al quale venne ricostruita la città dopo il terremoto. La ‘città nuova’ si è sviluppata successivamente. Particolarmente importanti sono le chiese di San Sebastiano e dei Santi Pietro e Paolo. 

 

stile-architettonico barocco

Modica Monumenti unesco

La cittadina di Modica presenta un centro antico arroccato su una collina dei monti Iblei, e quello nuovo a valle. Gli spettacolari monumenti urbani, tra cui la Cattedrale di San Giorgio e la Chiesa di San Pietro conferiscono alla città un raro splendore.

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Caltagirone Monumenti Unesco

La cittadina barocca di Caltagirone è famosa soprattutto per le sue bellissime ceramiche prodotte da più di 1000 anni. Il punto più suggestivo della città è la Scalinata di Santa Maria del Monte, dove potrete acquistare ceramiche annoverate tra le più belle di tutta la Sicilia. Il panorama dalla cima della scalinata è straordinario.

  • Chiesa di S. Maria del Monte
  • Cattedrale di San Giuliano
  • Chiesa di S. Giuseppe
  • Chiesa di San Domenico (o Del Rosario) e Convento dei Domenicani
  • Chiesa del SS. Salvatore e Monastero delle Benedettine
  • Chiesa di Santa Chiara e Santa Rita e Monastero delle Clarisse
  • Chiesa del Gesù ed Ex Collegio dei Gesuiti
  • Ex Corte Capitanale
  • Museo Civico – Ex Carcere Borbonico
  • Ex Monte delle Prestanze
  • Chiesa e Monastero di Santo Stefano
  • Chiesa e Convento di San Francesco D’Assisi
  • Teatrino
  • Palazzo Sant’Elia
  • Palazzo Gravina
  • Scalinata di Santa Maria del Monte
  • Ponte di San Francesco
  • Tondo Vecchio

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Militello Val Di Catania Monumenti Unesco

Il particolare piano urbanistico pre-terremoto della cittadina di Militello in Val di Catania è stato ricostruito fedelmente seguendo i canoni del tardo-barocco. Fra i principali edifici anche le Chiese di S. Nicolò e di S. Maria della Stella.

Noto Cattedrale

Noto Monumenti Unesco

Ricostruita in un sito completamente nuovo è invece la città di Noto, riconosciuta “capitale del barocco”. Qui tutto è modellato nella morbida pietra locale, abilmente lavorata per assumere forme armoniose; uno splendido “giardino di pietra” in uno stile unico ed irripetibile. Da non perdere la terza domenica di maggio “l’Infiorata”, un coloratissimo tappeto di petali che riproduce svariate immagini create da abili artigiani.

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Catania Monumenti Unesco

Ricostruita ex novo è anche Catania, che si contraddistingue per lo stile barocco unico nel suo genere, grazie all’impiego della pietra basaltica dell’Etna che, con il suo colore grigio scuro ha reso la città gioiello tardo barocco davvero unico.

Scicli Monumenti Unesco

Infine, “l’ottava meraviglia” del tardo barocco in Val di Noto è rappresentato dalla bellissima Scicli, dove non si potrà non rimanere colpiti dal suggestivo panorama urbano caratterizzato da chiese e ville patrizie.

  • Chiesa di S. Giovanni Evangelista [Via Mormina Penna]
  • Chiesa di S. Michele Arcangelo [Via Mormina Penna]
  • Chiesa di S.Teresa [Via Mormina Penna]
  • Palazzo Beneventano
  • Palazzo Spadaro [Via Mormina Penna]
  • Palazzo Veneziano Sgarlata [Via Mormina Penna]
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MONTE ETNA

Vulcano Etna

Le colate di lava, i crateri, le ceneri, le grotte di lava e la depressione della Valle del Bove, rendono il Monte Etna una destinazione unica che costituisce un motivo in più per visitare la Sicilia e in particolar modo la provincia di Catania, in cui sorge il vulcano attivo più grande d’Europa.

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Patrimonio dell’Umanità

L’Etna è stato riconosciuto Patrimonio dell’Umanità nel 2013, non solo per il suo immenso valore scientifico ma anche per il suo ruolo fondamentale all’interno del Mediterraneo, di cui ha contribuito a plasmare geografia e mitologia; secoli e secoli di eruzioni hanno plasmato il paesaggio circostante modificando la flora e la fauna mediterranea tipica dell’isola e creando un ambiente unico e irripetibile, che, alle alte quote, ricorda un paesaggio lunare.

L’Etna è tra i vulcani più attivi del mondo e, con la sua imponenza, vi avvolgerà in un’atmosfera indimenticabile; oltre agli incantevoli spettacoli pirotecnici sarà possibile vivere esperienze uniche come quella di passare una notte sul vulcano o quella di scalare la montagna per arrivare ad altezze che offrono panorami indimenticabili.

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Come arrivare sul Vulcano

– In Autobus:

Da Catania: AST (Azienda Siciliana Trasporti)
Ore: 8:15 di fronte la Stazione Centrale Ferroviaria (P.zza Giovanni XXIII)
Arrivo al Rifugio Sapienza ore: 10.10 (In estate si aggiunge un’altra corsa alle ore: 11:30)
Ritorno alle ore 16:30 dal Rifugio Sapienza con arrivo a Catania alle ore 18:30

– In Auto:

Etna Nord: Autostrada A18 CT-ME uscita per Fiumefreddo di Sicilia proseguire per Linguaglossa e seguire la provinciale Mareneve fino a  Piano Provenzana.
Etna Sud: Tangenziale ovest , uscita Gravina di Catania, proseguire per Nicolosi, fino al Rifugio Sapienza.

– In Treno:
Ferrovia circumetnea (via Caronda n.352): da Catania si scende a Linguaglossa;

-In Taxi:  
Catania Centro/Rifugio Sapienza –  Rifugio Sapienza/Catania Centro
Info Radiotaxi – Tel 095 330966

 

villa romana del casale

La Villa del Casale

La Villa del Casale inserita nel 1997 nell’elenco del Patrimonio Mondiale dell’Umanità, è una villa tardo-romana di epoca imperiale  esempio di lussuosa villa romana per la bellezza ed eccezionale ricchezza di elementi architettonici e decorativi. Con una superficie di oltre 3.500 metri quadrati, la Villa Romana del Casale di Piazza Armerina,  è uno dei gioielli più preziosi lasciato dalla civiltà romana in Sicilia.

Il fascino del luogo è dovuto soprattutto agli incantevoli mosaici decorativi pavimentali e parietali, eccezionali per la loro qualità artistica e per la loro estensione. Per tale motivo, essi sono considerati i più belli e meglio conservati.

Guida villa romana del casale

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