Pantalica: itinerario Sicilia rupestre

Situato tra due grandi cave, lungo le quali scorrono rispettivamente, a nord il fiume Calcinara (o Bottiglieria) ed a sud il fiume Anapo che, confluendo, danno origine ad est ad un unico corso d’acqua, nei monti Iblei, il sito Pantalica (il cui nome pare essere una derivazione dall’arabo: Buntarigah, che significa grotte) è considerato tra i primi luoghi abitati della Sicilia Orientale. Immergiamoci ora in questo itinerario nella Sicilia rupestre orientale!

Mappa della grotta san micidiario.

Mappa della grotta di San Micidiario.

Contenuti

Storia di Pantalica

1. Dall’epoca greca ai primi Cristiani

Probabilmente tra 1250 e il 700 a.C., si sviluppò una sorta di stato monarchico autoctono. Come spesso succede per gli insediamenti non costieri, le notizie relative a Pantalica greca sono, in realtà, inferiori a quelle del periodo protostorico, probabilmente in quanto il sito cominciava a diventare zona periferica della città di Siracusa o di altre polis, mentre un nuovo ripopolamento del sito si ebbe a causa delle persecuzioni romane, quando alcuni gruppi di cristiani si stanziarono nella zona.

2. La dominazione bizantina

Nel periodo della dominazione bizantina (cominciata probabilmente attorno al VI secolo), Pantalica vide la fondazione non solo di villaggi (come quello denominato “la Cavetta”), che hanno sfruttato e ampliato le grotte delle necropoli preesistenti, e si sono sviluppati spesso attorno a chiesette rupestri (la grotta del Crocifisso, la grotta di San Micidiario, la grotta di San Nicolicchio), ma anche l’insediamento di una legione militare.

3. L’età normanna

Riguardo al periodo normanno, l’unica fonte degna di fede è quella del cronista Goffredo Malaterra che nel 1092 afferma che c’era una comunità araba nel sito di “Pentargia”.

Grotta di pantalica.

Grotta di Pantalica.

I villaggi e le chiese rupestri

Confuse con le tombe e con le testimonianze protostoriche sono i resti di tre villaggi e di tre chiesette rupestri ad essi legati: il primo si trova a ridosso della necropoli Cavetta e conta circa 70 abitazioni oltre all’oratorio della grotta del Crocifisso (al cui interno ci sono resti di affreschi). Il secondo villaggio è posto sotto l`Anaktoron, nella necropoli Sud e ha come centro religioso l`oratorio della grotta di S. Nicolicchio (oratorio dalla pianta piuttosto complessa ma con gli affreschi più antichi della Sicilia), mentre il terzo e più grande di questi agglomerati rupestri è quello posto tra la necropoli Sud e la sella di Filipporto, composto da più di 150 abitazioni a più stanze e dalla grotta di San Micidiario.

Come arrivare a Pantalica

Il sito di Pantalica è raggiungibile da Sortino e da Ferla; l’abitato e la necropoli, svolgendosi lungo le pareti della Cava offrono uno scenario naturale di estrema bellezza e suggestione. Al centro del complesso abitato rupestre si pone un pianoro che accoglie l’Anaktoron o palazzo del Principe, databile all’epoca protostorica, al di sotto del quale si scorgono le più imponenti tracce dell’insediamento umano: dai villaggi bizantini ai resti dell’abitato protostorico, alle tombe a grotticella.

Pantalica e Siracusa: Patrimonio dell’UNESCO

Nel 2005, Siracusa e le necropoli rupestri di Pantalica sono state ufficialmente aggiunte alla Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. La motivazione di questa inclusione è stata la loro eccezionale testimonianza dello sviluppo della civiltà umana per oltre 3 millenni, senza interruzioni. Questi luoghi rappresentano una straordinaria eredità culturale e naturale, che è stata preservata nel tempo e offre un’opportunità unica per comprendere il percorso evolutivo dell’umanità. L’UNESCO ha riconosciuto l’importanza di questi siti nel preservare il patrimonio culturale e naturale dell’umanità. L’inclusione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO ha anche contribuito a aumentare la visibilità di questi luoghi, promuovendo il turismo culturale nella regione.

Per approfondire visita: Siracusa e le necropoli rupestri di Pantalica

Mappa itinerario a Pantalica.

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Pantalica: itinerario Sicilia rupestre

Situato tra due grandi cave, lungo le quali scorrono rispettivamente, a nord il fiume Calcinara (o Bottiglieria) ed a sud il fiume Anapo che, confluendo, danno origine ad est ad un unico corso d’acqua, nei monti Iblei, il sito Pantalica (il cui nome pare essere una derivazione dall’arabo: Buntarigah, che significa grotte) è considerato tra i primi luoghi abitati della Sicilia Orientale. Immergiamoci ora in questo itinerario nella Sicilia rupestre orientale!

Mappa della grotta san micidiario.

Mappa della grotta di San Micidiario.

Contenuti

Storia di Pantalica

1. Dall’epoca greca ai primi Cristiani

Probabilmente tra 1250 e il 700 a.C., si sviluppò una sorta di stato monarchico autoctono. Come spesso succede per gli insediamenti non costieri, le notizie relative a Pantalica greca sono, in realtà, inferiori a quelle del periodo protostorico, probabilmente in quanto il sito cominciava a diventare zona periferica della città di Siracusa o di altre polis, mentre un nuovo ripopolamento del sito si ebbe a causa delle persecuzioni romane, quando alcuni gruppi di cristiani si stanziarono nella zona.

2. La dominazione bizantina

Nel periodo della dominazione bizantina (cominciata probabilmente attorno al VI secolo), Pantalica vide la fondazione non solo di villaggi (come quello denominato “la Cavetta”), che hanno sfruttato e ampliato le grotte delle necropoli preesistenti, e si sono sviluppati spesso attorno a chiesette rupestri (la grotta del Crocifisso, la grotta di San Micidiario, la grotta di San Nicolicchio), ma anche l’insediamento di una legione militare.

3. L’età normanna

Riguardo al periodo normanno, l’unica fonte degna di fede è quella del cronista Goffredo Malaterra che nel 1092 afferma che c’era una comunità araba nel sito di “Pentargia”.

Grotta di pantalica.

Grotta di Pantalica.

I villaggi e le chiese rupestri

Confuse con le tombe e con le testimonianze protostoriche sono i resti di tre villaggi e di tre chiesette rupestri ad essi legati: il primo si trova a ridosso della necropoli Cavetta e conta circa 70 abitazioni oltre all’oratorio della grotta del Crocifisso (al cui interno ci sono resti di affreschi). Il secondo villaggio è posto sotto l`Anaktoron, nella necropoli Sud e ha come centro religioso l`oratorio della grotta di S. Nicolicchio (oratorio dalla pianta piuttosto complessa ma con gli affreschi più antichi della Sicilia), mentre il terzo e più grande di questi agglomerati rupestri è quello posto tra la necropoli Sud e la sella di Filipporto, composto da più di 150 abitazioni a più stanze e dalla grotta di San Micidiario.

Come arrivare a Pantalica

Il sito di Pantalica è raggiungibile da Sortino e da Ferla; l’abitato e la necropoli, svolgendosi lungo le pareti della Cava offrono uno scenario naturale di estrema bellezza e suggestione. Al centro del complesso abitato rupestre si pone un pianoro che accoglie l’Anaktoron o palazzo del Principe, databile all’epoca protostorica, al di sotto del quale si scorgono le più imponenti tracce dell’insediamento umano: dai villaggi bizantini ai resti dell’abitato protostorico, alle tombe a grotticella.

Pantalica e Siracusa: Patrimonio dell’UNESCO

Nel 2005, Siracusa e le necropoli rupestri di Pantalica sono state ufficialmente aggiunte alla Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. La motivazione di questa inclusione è stata la loro eccezionale testimonianza dello sviluppo della civiltà umana per oltre 3 millenni, senza interruzioni. Questi luoghi rappresentano una straordinaria eredità culturale e naturale, che è stata preservata nel tempo e offre un’opportunità unica per comprendere il percorso evolutivo dell’umanità. L’UNESCO ha riconosciuto l’importanza di questi siti nel preservare il patrimonio culturale e naturale dell’umanità. L’inclusione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO ha anche contribuito a aumentare la visibilità di questi luoghi, promuovendo il turismo culturale nella regione.

Per approfondire visita: Siracusa e le necropoli rupestri di Pantalica

Mappa itinerario a Pantalica.